Durante il Settecento si intensificarono i tentativi di fissare le immagini prodotte dalla camera oscura. Fra le soluzioni proposte riscosse molto successo quella di Joseph-Nicéphore Niépce (1765-1833), che intendeva eseguire immagini per la stampa litografica senza l’intervento di un disegnatore. A tal fine utilizzò il cosiddetto “bitume di giudea”, un composto chimico che rendeva le lastre estremamente fotosensibili. I perfezionamenti del processo, definito da Niépce “eliografia”, resero possibile nel 1827 la prima ripresa fotografica della storia: la vista dal suo studio di Le Gras a Saint-Loup-de-Varennes, in Francia. L’immagine in bianco e nero, benché approssimativa e di scarsa qualità, segnò l’inizio di una rivoluzione che avrebbe portato alla nascita della fotografia.

 

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