VII 2Exempeda, normae mobiles, finitorium
Da Leon Battista Alberti, De statua
Ricostruzione a cura di Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro (elaborazione grafica di fabio Corica).

Gli strumenti per il rilievo di una statua o di un modello vivo che Leon Battista Alberti descrive nel De statua sono l’exempeda, le normae mobiles e il finitorium.

L’exempeda è un regolo di legno lungo quanto è alta la statua (o il modello vivo), quindi la sua dimensione è variabile da soggetto a soggetto, tuttavia è sempre divisa in sei parti uguali, sei piedi (da cui il termine latino) e ha la funzione di rilevare le altezze.

Le grossezze si misurano, invece, con le normae mobiles, cioè con le squadre mobili, ognuna delle quali è formata da due regoli lignei uniti ad angolo retto. Allargando o stringendo le due squadre mobili (una sorta di calibro) si ottengono, appunto, gli spessori.

Il finitorium, avente la funzione di definire la posizione e la distanza dall’asse della statua di una qualunque sua parte, si compone di tre elementi: 1) un cerchio graduato orizzontale (horizon) che si colloca sulla testa del modello; 2) un raggio mobile (radius) fissato al centro dell’orizzonte in modo da che possa ruotare; 3) e un filo a piombo (perpendiculum) che pende dal raggio mobile.

Ogni punto è definito dalla direzione del raggio (letta sull’orizzonte), dalla distanza rispetto all’asse (letta sul raggio in base alla posizione del filo a piombo), e dalla sua distanza dal piano d’appoggio, leggibile sull’exempeda.